Ogni anno, a luglio e a dicembre, ci concediamo due momenti per fermarci, rileggere il lavoro fatto e capire dove ci stanno portando i progetti, gli incontri e le domande emerse lungo il percorso.
Nei primi sei mesi del 2026 abbiamo realizzato quasi quaranta tra progetti, percorsi formativi, produzioni artistiche e appuntamenti pubblici, sviluppati a Torino, nel Canavese, nella provincia di Cuneo, in altri territori italiani e in Europa. Scuole, università, teatri, servizi, piazze e giardini sono stati attraversati dalle questioni che da sempre orientano la nostra ricerca e che il presente rende ancora più urgenti: salute, educazione, sostenibilità, partecipazione culturale e benessere delle comunità.
Il rapporto tra teatro e salute continua a essere uno degli ambiti centrali del nostro lavoro. SPES Program, sviluppato con il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino per promuovere il benessere mentale e prevenire le esperienze di suicidalità in adolescenza, nel 2026 ha raggiunto nuovi territori. Grazie a Fondazione CRC è arrivato nella provincia di Cuneo, coinvolgendo insegnanti, educatori, allenatori sportivi e professionisti della salute; nei prossimi mesi arriverà in Sardegna con il progetto HAPPY. Con SPES COMMUNITY, sostenuto dall’Unione Buddhista Italiana, saranno inoltre formati 60 nuovi trainer, che porteranno il protocollo SPES4TEEN in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Una ricerca nata a Torino diventa così un patrimonio condiviso, capace di crescere e radicarsi attraverso nuove reti e competenze locali.
Salute, teatro ed educazione si intrecciano continuamente, soprattutto nel lavoro con le scuole. Nell’anno scolastico appena concluso abbiamo incontrato oltre 550 persone tra studenti, studentesse e docenti, affrontando attraverso la metodologia del Teatro Sociale e di Comunità le life skills, il benessere psicologico, i disturbi alimentari, la sostenibilità e i processi di apprendimento. Tra loro, 313 futuri insegnanti di sostegno hanno partecipato ai laboratori TFA dell’Università di Torino. Il Festival di Teatro e Matematica e il progetto europeo TIM² hanno dato continuità alla ricerca sull’incontro tra arti performative e discipline STEM, mentre Creativa ha accompagnato un nuovo gruppo di 30 ragazzi e ragazze alla scoperta degli strumenti e dei processi del Teatro Sociale e di Comunità.
La sostenibilità ha attraversato questi mesi lungo traiettorie diverse. Green Ethics è giunto alla conclusione dopo quattro anni di lavoro, 18 partner in 12 Paesi europei e oltre 45.000 cittadine e cittadini coinvolti in spettacoli e processi partecipativi dedicati alla crisi climatica. Nello stesso tempo, è nata una nuova collaborazione artistica con Fondazione Pistoletto Cittadellarte, da cui ha presto forma Il nuovo abito di C., un progetto artistico che vede un collettivo intergenerazionale e multiprofessionale, con esperienze internazionali, riflettere e creare intorno al tema anche grazie al contributo di esperti del clima e dell’economia circolare. Dopo le prime residenze e il lavoro di creazione, il primo studio della performance e della mostra è stato presentato il 25 luglio a Calamandrana, nell’ambito del Festival Teatro e Colline.
E poi ci sono state le strade e le comunità: luoghi nei quali il teatro incontra gli abitanti, raccoglie storie e dà forma a nuove relazioni. Nei primi mesi del 2026 le abbiamo attraversate con la Parata della Macedonia a Pont Canavese e con Mondo Clown, un percorso formativo dedicato al teatro comico di strada, culminato in una parata e una festa di comunità ai Giardini Madre Teresa di Calcutta. La Parata del Minestrone di Comunità è arrivata invece a Leuven, alla conferenza internazionale Culture & Care, che ha riunito oltre 350 partecipanti e 70 speaker: un’occasione per condividere in un contesto europeo una pratica nata dall’incontro con le comunità e dalla capacità delle arti performative di generare benessere e partecipazione.
Il lavoro di questi mesi conferma quanto sia necessario e urgente un teatro capace di stare dentro le questioni del presente. Un teatro fondato sulla competenza degli artisti e delle artiste, sul rigore di una metodologia sviluppata attraverso la ricerca e la pratica e sulla collaborazione tra professionalità, discipline e settori differenti. È in questo intreccio che il Teatro Sociale e di Comunità può ascoltare la realtà, trasformarla in esperienza artistica e aprire nuove possibilità da immaginare e costruire insieme.