Quando il teatro entra nei luoghi della vita quotidiana, può aprire spazi inattesi di relazione, ascolto e presenza.
Da febbraio a maggio, SCT Centre ha condotto un laboratorio di Teatro Sociale e di Comunità con i ragazzi e gli educatori della Comunità ViaBiellaVenti6 della Cooperativa Frassati. Il percorso, guidato da Natalia Sangiorgio, ha attraversato pratiche corporee e vocali, improvvisazioni e scritture di scena, a partire dal mito di Ercole e delle sue dodici fatiche.
Sabato 9 maggio, presso la Cooperativa Frassati, il laboratorio si è concluso con un’apertura finale al pubblico: un momento di festa e condivisione, capace di restituire il lavoro svolto dal gruppo e di rivelare sguardi, energie e possibilità spesso inattese.
Di seguito, il racconto di Natalia Sangiorgio.
L’incontro con i ragazzi di ViaBiellaVenti6 è stato una delle esperienze più belle di questa mia annata.
Ogni sabato ci ritrovavamo nella loro cucina, uno spazio tutt’altro che teatrale, tra tavoli da spostare, fornelli e frigorifero. Ho iniziato includendo tutti quegli elementi nel lavoro, ma progressivamente sono scomparsi, sostituiti dal nostro immaginario comune.
Il mito di Ercole e delle sue dodici fatiche è stato il filo rosso degli incontri, a cui mi sono appoggiata per proporre pratiche ed esercizi di gruppo capaci di accendere e rianimare i corpi, e di permettere ai partecipanti di relazionarsi tra loro al di fuori delle consuetudini della vita insieme.
All’inizio il lavoro procedeva lentamente, ma dopo un momento di crisi — che mi ha spinta ad aggiustare leggermente il tiro — qualcosa si è sbloccato. Da allora abbiamo lavorato molto sull’improvvisazione, che ha iniziato a fluire con sempre maggiore libertà e con sempre meno paura del giudizio.
Lavorando con loro ho capito che, più di quello che si dice, conta spesso come lo si dice. E così, con buone dosi di vitalità, l’attenzione di tutte e tutti è rimasta sempre alta.
Sono stata felice anche di vederli così coinvolti nella preparazione dell’apertura finale al pubblico, che è stata un momento di festa e di rivelazione. Molti educatori, che lavorano quotidianamente con loro, mi hanno raccontato di essere rimasti sorpresi nel vederli sotto vesti nuove, che non conoscevano.
Allora dico grazie ai ragazzi per la fiducia, grazie agli educatori che sono stati motivatori preziosi anche al di fuori delle nostre ore di incontro, e grazie ad Alessandra Rossi Ghiglione, a cui ho avuto la fortuna di poter raccontare passo dopo passo come mi stavo muovendo. Attraverso il suo sguardo ho potuto intravedere soluzioni talvolta per me impensate, che mi hanno aiutata a restare in carreggiata con lucidità.
