• Educazione

Educare è un’azione collettiva: il ruolo del Teatro Sociale e di Comunità nella scuola

Un formatore a Spazio BAC mostra un'attività di teatro e matematica davanti a una Platea di Bambini

La scuola è oggi uno dei luoghi in cui le trasformazioni della società diventano più visibili. Nelle classi entrano nuovi modi di comunicare e apprendere, fragilità, conflitti, bisogni emotivi e relazionali. Tutto ciò attraversa la vita di ragazze e ragazzi e dialoga, inevitabilmente, con i processi di apprendimento.

Allo stesso tempo, la scuola rimane uno dei pochi spazi nei quali le nuove generazioni possono incontrarsi ogni giorno, confrontarsi con le differenze e fare esperienza di una dimensione collettiva. Per questo non può essere considerata soltanto un luogo di istruzione: è prima di tutto un luogo educativo.
Su questo tema riflette Paolo Bianchini, direttore del Master ESPEDA dell’Università di Torino:
«A scuola non si va solo per imparare delle materie.»
Il compito della scuola, sottolinea Bianchini, non si esaurisce nella trasmissione dei contenuti. La scuola contribuisce a trasmettere alle generazioni più giovani anche quei saperi che riguardano il modo di stare al mondo, vivere con gli altri, partecipare alla vita di una comunità. Saperi che ragazze e ragazzi saranno poi liberi di rielaborare, trasformare o mettere in discussione.


Una responsabilità così importante non può però ricadere soltanto sugli insegnanti. Ha bisogno di un’alleanza tra tutte le persone adulte che animano direttamente e indirettamente la scuola: famiglie, dirigenti, personale scolastico, docenti, educatrici ed educatori.
La presenza degli educatori, sempre più diffusa nelle scuole, può contribuire a costruire una didattica più inclusiva e attiva, attenta non soltanto agli apprendimenti, ma anche alla dimensione emotiva, alla costruzione del gruppo e alle relazioni che prendono forma nella vita quotidiana della classe.
Non si tratta quindi di sommare ruoli e competenze differenti, ma di imparare a co-progettare, co-gestire e condividere la responsabilità educativa.

È una prospettiva profondamente vicina al lavoro di SCT Centre. Grazie al Teatro Sociale e di Comunità possiamo coniugare i processi di apprendimento ed espressivi con la dimensione dello sviluppo umano e professionale. Attraverso il corpo, l’ascolto, il gioco e la creazione collettiva, il teatro permette di allenare quelle life skills che aiutano ragazze e ragazzi a stare nelle relazioni, collaborare, comunicare, affrontare i conflitti e riconoscere il proprio ruolo all’interno di un gruppo.

Portare il teatro nella scuola non significa semplicemente aggiungere un’attività artistica alla didattica. Significa aprire uno spazio nel quale conoscenze, emozioni e relazioni possano dialogare. Uno spazio in cui ragazze e ragazzi siano riconosciuti non soltanto come studenti, ma come persone in crescita.

Perché educare non è il compito di una singola professione. È un’azione comune, che richiede alleanze, ascolto e responsabilità condivise.

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