Tra teatro, danza, fotografia, video e fashion design, il progetto di Fondazione Pistoletto e Dispari Teatro affronta sostenibilità della moda e fast fashion
Tra fiaba, creazione artistica e consapevolezza ecologica, Il nuovo abito di C. apre uno spazio di ricerca che mette in relazione moda, corpo, sostenibilità e visioni del futuro. Un progetto che sceglie l’arte come luogo in cui interrogare il presente e immaginare possibilità di trasformazione.
Promosso da Fondazione Pistoletto Cittadellarte e Dispari Teatro, il progetto è tra i vincitori del bando Starter – Cultura e creatività per la sfida ambientale di Fondazione Compagnia di San Paolo. Al centro, una riflessione sulla sostenibilità della moda e sull’impatto della fast fashion, a partire dalla fiaba di Cenerentola e dal libro Cenerentola libera tutti di Rebecca Solnit.
Tra performance e mostra, un progetto in dialogo con l’arte e il presente
In dialogo con il Terzo Paradiso e la Venere degli Stracci, il progetto ibrida linguaggi artistici e contributi scientifici e prende forma attraverso un doppio percorso: una performance artistica che si intreccia con una mostra immersiva.
La ricerca si sviluppa attraverso un team artistico intergenerazionale e intersettoriale, in cui gli abiti della fashion designer Flavia La Rocca dialogano con la scrittura coreografica di Valentina Moar e con la presenza di Aichatou Cherif, giovane attrice e danzatrice. La curatela performativa di Alessandra Rossi Ghiglione si intreccia con la visione curatoriale di Alessandra Saviotti per lo spazio espositivo, che accoglie costumi realizzati con materiali sostenibili e reinventati nelle fotografie di Chiara Agostinetto e nelle video-installazioni di Samir Fennane.
La prima residenza: un tempo di ricerca condivisa
Il percorso ha preso avvio a febbraio con una prima residenza artistica che ha coinvolto il collettivo di progetto insieme alle studentesse e agli studenti di Accademia UNIDEE, aprendo un primo spazio di confronto, ricerca e sperimentazione condivisa.
In questo contesto, l’incontro con Michelangelo Pistoletto ha rappresentato uno dei momenti più significativi del lavoro, offrendo al gruppo un’importante occasione di ispirazione e dialogo. I workshop hanno accompagnato il collettivo dentro le domande centrali del progetto: dal framework drammaturgico proposto da Alessandra Rossi Ghiglione a partire da Cenerentola libera tutti, ai contributi di Thodoros Glytsos sui temi ambientali e di Nadia Lambiase sul rapporto tra moda, sostenibilità ed economia circolare.
Il workshop condotto da Alessandra Rossi Ghiglione e Alessandra Saviotti ha inoltre aperto una prima elaborazione condivisa tra dimensione performativa ed espositiva, mettendo in relazione immaginazione artistica, pratiche curatoriali e riflessione ecologica.

Un progetto che cresce ascoltando le nuove generazioni
Il nuovo abito di C. si costruisce anche attraverso l’ascolto delle giovani generazioni. Per questo è online un questionario anonimo rivolto a ragazze e ragazzi under 19, realizzato con il supporto di Mercato Circolare.
L’invito è rivolto a docenti, educatrici, educatori e a tutte le persone che lavorano con adolescenti e giovani: diffondere il questionario e incoraggiarne la compilazione significa contribuire in modo concreto al processo creativo del progetto. Le risposte raccolte entreranno infatti nella costruzione della performance e della mostra.
PARTECIPA AL QUESTIONARIO
I prossimi passi
Il percorso proseguirà a maggio con una seconda residenza artistica, dedicata ad approfondire la co-creazione e a sviluppare ulteriormente la struttura della performance e della mostra.